Rallentamento metabolico: analisi delle cause

Quando in alcune fasi della vita il metabolismo subisce un rallentamento, il motivo può ricondursi a una serie di fattori molto diversi fra loro: errori nutrizionali, scarsità o assenza di attività fisica, stile di vita poco adeguato, sovrappeso o, al contrario, insufficienza di apporto calorico e nutrienti, invecchiamento o squilibri ormonali.
Tutto questo porta come diretta conseguenza l’eccessivo accumulo di tessuto adiposo e un’estrema difficoltà nel perdere peso. Dunque compito del medico, dietologo o nutrizionista, consiste nel valutare con attenzione caso per caso, indagando le specifiche cause per poi suggerire la soluzione più indicata su come attivare il metabolismo e recuperare forma fisica.
Riserve di energia e consumo calorico: qualche suggerimento

Questo è senza dubbio vero nella maggioranza dei casi, ma prima di iniziare un qualsiasi regime alimentare per perdere peso occorre partire dal calcolo del metabolismo basale.
Cioè va stabilita la quantità di energia, misurata in kilocalorie, necessaria all’organismo per mantenere il proprio assetto vitale.
Tale valore, legato alla massa magra, negli uomini risulta più elevato dal momento che le donne presentano per costituzione una percentuale di massa grassa meno attiva da un punto di vista metabolico.
Ma al di là delle differenze di genere chiunque intenda dare una sferzata all’attività metabolica, più che ridurre drasticamente apporto alimentare e introito calorico, deve aumentare il proprio dispendio energetico. Dunque no a regimi drastici e diete da fame; si preferisca piuttosto una corretta ripartizione dei pasti durante la giornata, circa 4/5.
Nessun alimento è bandito, ma è consigliabile assicurarsi un soddisfacente quantitativo giornaliero di frutta e verdura. Infine praticare una regolare attività fisica non solo aiuta a bruciare le calorie in eccesso, ma favorisce l’aumento di massa muscolare, quindi magra, con conseguente riduzione dello sgradito tessuto adiposo.

